Mascagni e Leoncavallo al Cinema Sociale di Busto

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Comunicato stampa n. 175 del 27 aprile 2015

 

 

 

OGGETTO: MASCAGNI E LEONCAVALLO, DAL MET DI NEW YORK AL GRANDE SCHERMO DEL CINEMA SOCIALE DI BUSTO

 

 

 

 

 

Dal palco del Metropolitan Opera di New York al grande schermo del cinema teatro Sociale di Busto Arsizio: martedì 28 aprile, alle ore 19, la sala di piazza Plebiscito proporrà, in contemporanea con un altro centinaio di sale cinematografiche italiane, il live HD delle opere «Cavalleria rustica» di Pietro Mascagni e «Pagliacci» di Ruggero Leoncavallo.

 

L’appuntamento musicale, inserito nella stagione cittadina «BA Teatro», vede la regia di David McVicar e la direzione musicale di Fabio Luisi. Marcelo Álvarez debutta nelle parti da tenore di entrambi i lavori: l’incorreggibile Turiddu e il pagliaccio Canio. Eva-Maria Westbroek è Santuzza, l’amante abbandonata di «Cavalleria rustica»; mentre Željko Lučić è il cavalleresco Alfio. Patricia Racette interpreta Nedda, moglie dell’infelice Canio in «Pagliacci», ed è in scena con George Gagnidze, nei panni di Tonio, al suo debutto nel celebre teatro americano, che produce per la prima volta, dopo oltre quarant’anni di attività, le due opere considerate veri e propri capolavori del verismo popolare, ovvero di quella corrente del teatro musicale che porta sul palco soggetti desunti dalla quotidianità e personaggi di estrazione umile.

 

 

 

«Cavalleria rustica», la cui storia è tratta da una novella di Giovanni Verga, fu composta da un giovanissimo Pietro Mascagni nel 1889, in appena due mesi, per un concorso dell’editore Sonzogno. La prima rappresentazione dell’opera, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, si tenne al teatro Costanzi di Roma il 17 maggio del 1890. Al centro della scena c’è una storia di gelosia e di sangue ambientata nella Sicilia rurale, in un contesto di marginalità sociale. Turiddu, tornato dal servizio militare, scopre che l’amata Lola ha sposato il carrettiere Alfio. Corteggia allora con successo Santuzza, ma continua a nutrire un forte sentimento per la precedente fidanzata, con la quale inizia una relazione clandestina. Il marito tradito sfida a duello il rivale in amore e Turiddu soccombe sotto il pugnale di Alfio, non prima di aver dato l’addio a sua madre Lucia ed averle affidato la protezione di Santuzza, che, disonorata a causa della loro relazione, senza di lui si ritroverebbe sola al mondo.

 

 

 

Sulla scia di quest’opera, dal grande successo, venne composta «Pagliacci», che deve la propria ampia popolarità anche alla prima incisione discografica, quella del 1904 con l’indimenticabile tenore Enrico Caruso. Il racconto trae spunto da un fatto d’amore e di sangue realmente avvenuto a Montalto Uffugo, in Calabria, nel 1865 (gli atti del relativo processo penale sono conservati presso l’Archivio di Stato di Cosenza). Si tratta, per la precisione, di un delitto di gelosia, accaduto tra la folla, che il padre del compositore, l’avvocato Vincenzo Leoncavallo, seguì, in una prima fase, come giudice.

 

Lo stesso autore ricordò in una sua inedita autobiografia, recentemente riportata alla luce dal giornalista Mauro Lubrani e dal musicologo Giuseppe Tavanti, l’avvenimento all’origine di questa sua opera, rappresentata per la prima volta, con successo di pubblico

 

 

 

 

 

 

 

(la stampa, soprattutto il «Corriere della Sera», ne rimase, invece, poco entusiasta), il 21 maggio 1892 al teatro Dal Verme di Milano, sotto la direzione di un giovane Arturo Toscanini e con il baritono Victor Maurel.

 

L’opera, la cui dimensione meta-teatrale del secondo atto e il cui scambio «tra finzione e verità» anticipano esiti pirandelliani, racconta la storia di una compagnia teatrale che sta per mettere in scena uno spettacolo per la festa dell’Assunta. Poco prima della rappresentazione Canio sorprende la moglie Nedda con l’amante. La scenata di gelosia che ne segue viene interrotta per lasciar spazio alla commedia: sul baraccone Colombina è in procinto di tradire, con Arlecchino, il marito Pagliaccio e realtà e finzione si intersecano e si confondono sul palco fino al tragico epilogo.

 

 

 

La rassegna «L’opera al cinema», promossa al teatro Sociale di Busto Arsizio grazie alla preziosa collaborazione di Microcinema Distribuzione, si chiuderà martedì 12 maggio, con il progetto special «Rigoletto a Mantova», prodotto da Andrea Andermann per Rada film. Placido Domingo, tenore impegnato nella parte scritta per baritono, vestirà i panni di Rigoletto, il superstizioso buffone di corte che piange l’amara morte dell’adorata figlia, Gilda, interpretata dalla soprano Julia Novikova. L’Orchestra sinfonica nazionale della Rai sarà diretta dal maestro Zubin Mehta; firmerà la regia Marco Bellocchio.

 

 

 

La stagione serale della sala di piazza Plebiscito, inserita nella rassegna cittadina «BA Teatro», proseguirà, quindi, nella serata di giovedì 28 maggio, alle ore 20.30, con lo spettacolo «A tavola con Pinocchio e Foody», che vedrà in scena gli allievi del corso «Attori in erba», laboratorio di recitazione e di educazione alimentare per bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado promosso dall’associazione culturale «Educarte», con il contributo economico della Fondazione comunitaria del Varesotto onlus, in occasione di Expo Milano 2015.

 

 

 

Il costo del biglietto per il live HD delle opere «Cavalleria rustica» di Pietro Mascagni e «Pagliacci» di Ruggero Leoncavallo è fissato ad euro 10,00. È possibile riservare i propri posti al numero 0331.679000 (dal lunedì al sabato, dalle ore 9.30 alle ore 12.30).

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI

 

Teatro Sociale, piazza Plebiscito 8 (ingresso uffici) o via Dante 20 (ingresso sala), 21052 Busto Arsizio (Varese), tel. 0331.679000, fax. 0331.637289, e-mail segreteria e direzione: info@teatrosociale.it; e-mail ufficio stampa: press@teatrosociale.it.

 

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