L’Ufficio di Consulenza per Omosessuali di Berlino vuole aprire alloggi per profughi solo omosessuali

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BERLINO

Il problema dei profughi per la Germania e l’impegno sociale

L’Ufficio di Consulenza per Omosessuali di Berlino vuole aprire alloggi per profughi solo omosessuali

Il Berliner Morgenpost, un giornale di Berlino, riportava il 17.04.2015 tra le sue colonne, sotto la rubrica ”Engagement” (impegno sociale), l’articolo tradotto qui di seguito.

Inizio traduzione:

Attualmente a Berlino è in procinto una accanita ricerca di alloggi per i chiedenti asilo.

A questo scopo l’Ufficio di Consulenza per Omosessuali (in seguito UCO) vuole impegnarsi in merito. Infatti in una lettera aperta l’UCO pretende dal senatore della salute, il sig. Mario Czaja (del partito CDU di Berlino – Unione Democratica Cristiana), di mettere a disposizione 2000 posti-appartamento per le persone così chiamate ”queer” (viene usato per esprimere ”strano” ma in tedesco significa in realtà ”di traverso”) che sarebbero persone omosessuali maschi, lesbiche, bi-, trans- e intersessuali. Allo stesso tempo l’UCO si offre come responsabile di riferimento per l’assistenza delle succitate ”strane” persone.

Il sig. Marcel de Groot, amministratore delegato dell’UCO, disse al giornale Berliner Morgenpost che gli immigrati ”strani” che raggiungerebbero l’UCO sono in aumento.
Questi spesso fuggirebbero perché verrebbero perseguitati a causa del loro orientamento sessuale. Ma anche qui in Germania, soprattutto i maschi, sarebbero esposti a speciali difficoltà. Negli alloggi comuni previsti per i richiedenti asilo questi si vedrebbero confrontati con i vecchi e già conosciuti pregiudizi. Un siriano raccontò come lui sia stato sputato da un vicino di camera dopo avergli confessato di essere omosessuale. Si racconta anche di atti di violenza, continua de Groot. Inoltre ci sarebbero anche le paure dei profughi nel raccontare alle autorità di competenza tedesche i motivi che hanno portato alla persecuzione e quindi alla fuga. Il sig. Dirk Siegfried, avvocato e esperto nella rappresentanza di profughi, a conferma delle esperienze fatte dall’UCO, dice che le motivazioni che hanno portato alla fuga sono però alla base per poter ottenere il riconoscimento come richiedente asilo.

L’UCO vuole garantire l’assistenza e comprare o affittare dai 30 ai 50 posti abitazione in piccole unità. ‘Comunque come tutti anche noi abbiamo gli stessi problemi nel trovare dei simili locali.’ dice de Goot. Secondo l’UCO, la dove ha chiesto, ci sarebbe anche il supporto dei partiti. Anche i sindaci di quartiere sarebbero in principio aperti ad una tale operazione. Per la prossima settimana è stato previsto un incontro con il sig. Franz Allert (Capo d’Ufficio per la Salute e per il settore Sociale del Land di Berlino – USSB). In proposito però, sia da parte dell’USSB che da parte del senatore Czaias non c’è stata nessuna presa di posizione. La portavoce del senatore ha solo comunicato che la richiesta è appena stata intercettata come ”entrata.”

Fine traduzione

Luigi D’Aloia – Quo Vadis – Berlino, 22.04.2015

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