Jean- Claude Mbede esprime dolore per i morti in mare

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Arrivato in Italia, e subito dopo l’incontro con Franca Sozzani volta noto della moda italiana e Direttore Responsabile di Vogue Italia (Grazie Stefania),
jena claude

ho appreso l’ennesima tragedia del mediterraneo che avrebbe sepolto circa 700 fratelli e sorelle nelle acque furiose del mare-cimitero. Sono Davvero triste e esprimo il mio cordoglio alle famiglie. Giorni così sono l’essenza delle mie battaglie contro ogni forma di ingiustizia. Perché porto in me le ferite invisibili di ultra persecuzioni dalla mafia talvolta nascosta. Ringrazio Mio Dio di avercela fatta. La situazione in Libia e’ complessa. Nel paese vivevano miglaia di africani subsahariani laboratori. Dopo la caduta di Ghedaffi quest’ultimi vengono utilizzati à scopo di vendetta contro l’Europa e caricati manu militari nei barconi. Chi si rifiuta viene picchiato o addirittura ucciso. A quelli che lavoravano si sono aggregati disperati che scappando dalle guerre e persecuzioni trovano nell’amore Libia la porta del paradiso europeo alla gioia degli scafisti inumani. Con l’instabilità politica in Libia sera difficile risolvere la questione. Prima idea le Nazioni Unite dovrebbero intervenire facilitando la creazione di un centro umanitario emergenziale internazionale cogestito da UNHCR e IRC (CROCE ROSSA). Questo centro avrebbe la protezione di una forza militare mentre valuterebbe l’asilo un caso alla volta. Secondo, le richieste in tale centro andrebbero condivise fra paesi europei la Francia in testa in Quanto catalizzatore del dis ondine in Libia. Terza la Ue, le Nazioni unite e l’Unione africana dovrebbero lavorare per una soluzione politica e un governo unico in Libia dove è difficile individuare un interlocutore in questo momento.

Jean- Claude Mbede
Giornalista impegnato nel sociale

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