Italicum alla Camera dei deputati “nominati” da una legge incostituzionale

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Oggi parte l’ultima tappa dell’Italicum alla Camera dei deputati “nominati” da una legge incostituzionale per approvare una legge elettorale collegata a una riforma costituzionale tendente a cambiare la Carta su cui regge l’intera costruzione della Repubblica. Una legge elettorale e una riforma costituzionale, sicuramente necessarie, ma che richiederebbero il voto di un Parlamento di eletti legittimamente e, per la riforma costituzionale, un’assemblea costituente rappresentativa di tutte le  realtà politico culturali presenti  nel Paese e non di una minoranza artificiosamente amplificata a maggioranza parlamentare farlocca.
Renzi pretende di sfruttare il numero gonfiato dal porcellum di una maggioranza illegittima per approvare, magari con il ricatto del voto di fiducia, una legge elettorale ritagliata a suo uso e costume, destinata a garantire al paese non già il tanto propagandato bipolarismo, ma un mono partitismo senza contrappesi, espressione di una minoranza del popolo sovrano. Insomma un’autentica legge super truffa.
Da domani si vedrà se e quanti della minoranza del PD avranno il coraggio di opporsi allo strapotere renziano, mentre disperiamo che dagli accoliti di area popolare possano giungere segnali di opposizione  (Giovanardi e Formigoni se ci siete battete un colpo!!), dopo che, con Maurizio Lupi in testa, sono caduti vittime di una sorta di sindrome di Stoccolma.
Berlusconi ha chiamato alla pugna i suoi scudieri, purtroppo dopo aver permesso sciaguratamente l’approvazione dell’Italicum con il voto di Forza Italia al Senato. Da lunedì si vedrà se anche l’ex fido Verdini si allineerà alle nuove direttive del Cavaliere o se passerà definitivamente armi e bagagli nel partito della nazione di Renzi, insieme a quell’altra insigne costituzionalista della ministra Boschi.
Noi popolari e DC non pentiti da sempre critici e sostenitori del voto anticipato con il consultellum, ci auguriamo che il voto sia sfavorevole al disegno autoritario di Renzi, pronti a concorrere con quanti, a partire dagli amici del M5S che lo hanno già annunciato, intendono adottare ogni altra iniziativa pubblica a sostegno della sovranità popolare che un Parlamento di deputati farlocchi si accinge a voler disconoscere e sottomettere.

Ettore Bonalberti

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