Il 25 aprile secondo Italia Unica

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25 Aprile 2015

La Nota del 25 aprile

 

Nel giorno del settantesimo anniversario della Liberazione ogni pensiero deve andare a rinnovare spirito e impegni di quella pagina bella della nostra storia. Le speculazioni politiche e l’incapacità di pensare alla pace e alla libertà come valori di tutti sono da condannare ma non da ignorare, perché rappresentano quel germe velenoso in grado di indebolire una democrazia. L’Italia è un grande Paese, che merita rispetto e l’orgoglio dei suoi cittadini. Purtroppo la nostra immagine internazionale è debole e troppi esempi, anche recentissimi, ci spingono a richiamare il Governo e il Premier sul compito importante che li vede impegnati. Lo ripetiamo, oggi è giornata di festa e come tale va celebrata, nel distinguo delle posizioni e delle valutazioni su come ci si è comportati in queste ultime settimane in Europa e nel mondo. Ricordiamoci del sacrificio di chi ci ha donato la libertà, ci ha permesso di vivere senza dittature e autoritarismi. Nel loro esempio, Italia Unica sa di avere una bandiera di democrazia, partecipazione e rappresentatività da tenere alta. Con spirito unitario, ma sempre convinta di sventolare i valori liberali, popolari e riformisti.

 

Le minacce televisive del Presidente del Consiglio sulla caduta del governo se l’Italicum non viene approvato rapidamente danno il senso di come egli si senta padrone della situazione, capace di sbeffeggiare avversari e regole senza alcun contraddittorio. Il frammentato spettacolo offerto dalle opposizioni, incapaci di convergere su emendamenti migliorativi e preoccupate solo di mantenere seggio e visibilità il più a lungo possibile. Tutto questo permette al premier di alzare i toni, di porre aut aut totalmente inaccettabili in qualsiasi contesto democratico che si rispetti. E non deve stupire che le sue parole quasi non scandalizzino più, tale è l’arroganza che diventa miope e sorda di fronte a contestazioni troppo flebili. In un Paese che ha bisogno di riforme economiche e sociali vere e rapide, di non perdere per strada i segnali di ripresa che accarezzano l’Europa, rimanere prigionieri delle ambizioni individuali di un uomo è inaccettabile. Renzi stia attento ad evocare il diluvio dopo di lui. Il Re Sole può diventare presto un Re Solo e soprattutto un Re Nudo, di fronte all’evidenza dei propri fallimenti.

 

Mentre non vengono affatto smentite le voci che vogliono il governo impegnato nel taglio delle pensioni, si affaccia un nuovo, inquietante percorso fiscale, fatto di aumento delle tasse mascherato da Spending Review. I nuovi commissari voluti da Renzi per far dimenticare il licenziamento di Cottarelli, Gutgeld e Perotti, stanno infatti preparando un pesantissimo taglio di bonus, incentivi e agevolazioni (si parla di oltre 50), destinate a far fruttare alle casse governative quasi due miliardi di euro. Ferma restando la necessità di intervenire per razionalizzare il sistema, è surreale che anche le poche voci destinate ad alleviare il carico fiscale del contribuente e magari dare un sostegno ai consumi e allo sviluppo, diventino l’unico modo per abbassare il debito. Come mai non si interviene veramente sugli sprechi pubblici, dai costi standard alla finta abolizione di provincie e Senato? Come mai non si agisce sulle aziende partecipate, terreno fertilissimo per le esigenze delle caste partitiche? Sono domande retoriche, certo. Ma sono domande che Italia Unica continuerà a fare senza tregua. Invece di dar seguito al lavoro di Cottarelli si preferisce lavorare ad un solo obiettivo: colpire il ceto medio del Paese.

 

Corrado Passera

 

 

 

 

 

 

 

 

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