Germania, niente carne di cane o gatto

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Alla luce delle voci che circolano in Italia sulle carni “varie ”

“Col D.Lgs 813/2014, fortemente voluto dalle comunità asiatiche presenti in Italia a seguito della richiesta della “Xinshipu Ltd”, azienda leader nel settore della vendita di prodotti gastronomici tradizionali dell’Oriente, in particolar modo canidi e loppidi” (http://www.leggerenotizie.it/arriva-carne-di-cane-in-italia-gia-in-vendita-in-macellerie-e-supermercati-etnici-a-roma/)
cerchiamo di capire quello che succede in altri paesi europei, a partire dalla Germania visto che abbiamo un nostro corrispondente, Luigi D’Aloia.

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foto tratta da: http://www.catenaumana.it/carne-di-cane-approvata-la-commestibilita-e-il-commercio-in-italia/

Niente carne di cane e gatto in Germania!

Grazie alla

Ordinanza sulle esigenze d’igiene relative alla produzione, trattamento e distribuzione di determinati alimentari di origine animale

(Ordinanza sull’igiene per Alimentari di origine animale – OIAOA) vigente in Germania

[Verordnung über Anforderungen an die Hygiene beim Herstellen, Behandeln und Inverkehrbringen von bestimmten Lebensmitteln tierischen Ursprungs

(Tierische Lebensmittel-Hygieneverordnung – Tier-LMHV)]

 

è vietato acquistare e/o mettere in circolazione o distribuire carne di cani

 

Dall’estratto dell’Ordinanza si legge:

§ 22 dell’OIAO-Animale – Divieti e limitazioni viene stabilito:

(1) E’ vietato mettere in circolazione

1. carne di animali provvisti di anche (ungulati), pollame, lagomorfi o di ratiti d’allevamento (uccelli da corsa) tenuti come animali domestici se non sono stati uccisi da macellai provvisti di riconoscimento

2. carne di piccola o grande selvaggina se non morta tramite uccisione.

 

(1a) E’ vietato acquistare e/o mettere in circolazione o distribuire carne di cani, gatti, altri canidi e felini e di scimmie per scopo alimentare.

 

(2) E’ vietato mettere in circolazione carne di pollame pompata con liquidi per la ritenzione idrica per essere venduta come carne fresca.

 

(3) E’ vietato consegnare a consumatori uova dopo 21 giorni dopo la posa.

 

di Luigi D’Aloia – Quo Vadis

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