Pd contro Pd?

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Sembrava un ragazzo della via Pal, ” il Bomba” fiorentino; ora si sta dimostrando un autentico pericolo per la democrazia italiana. Chi lo sottovaluta o, peggio, lo sostiene, non si rende conto del rischio cui corre il Paese.
Un caro saluto

Ettore Bonalberti
Presidente A.L.E.F. (Associazione Liberi e Forti)
socio fondatore Associazione Democrazia Cristiana e coordinatore per le regioni del Nord della Federazione dei Popolari Italiani 
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L’Aventino in parlamento e la risposta democratica nel Paese

 

L’annunciata scelta aventiniana delle minoranze nella commissione affari costituzionali alla Camera, dopo la staliniana decisione di Renzi di sostituire dieci componenti PD critiche sul legge dell’Italicum, è  l’ultimo segnale della grave situazione in cui versa il Paese anche sul piano istituzionale.

 

“Il Bomba” fiorentino, mai eletto in parlamento, incaricato a guidare il governo per un scelta improvvida dell’ex presidente Napolitano, dopo la presa del potere interno al PD da parte di Renzi, e votato da un Parlamento di “nominati” eletti con una legge incostituzionale, sembra non trovare più ostacoli e restiamo basiti nel vedere l’area popolare residua ridotta a reggicoda acritica della volontà renziana.

 

Ci auguriamo che qualcosa accada in aula e si ritorni al Senato per approvare una legge elettorale migliorativa di quella super truffa dell’Italicum anche  nell’ultima rabberciata versione.

 

E’ ridicola la tesi di quanti nel PD giustificano l’ennesimo golpe di Renzi per l’impegno assunto dal PD di non andare al voto ancora con il porcellum. E’ ben noto che “il porcellum” è stato dichiarato incostituzionale da una Corte nella quale partecipava come giudice costituzionale anche l’attuale presidente della Repubblica; ed è altrettanto noto che l’alternativa al porcellum  esiste ed è stata ben indicata in quella sentenza. Si approvi “ il consultellum”  e si vada al voto per eleggere sia un nuovo parlamento che una nuova Assemblea costituente.

 

Renzi non dovrebbe temere il voto e se, come crede, la sua popolarità fosse così alta finalmente potrebbe fregiarsi di un mandato espresso dal popolo sovrano.

 

Puntare al ricatto dell’ennesimo voto di fiducia su un tema di vitale importanza, giacché legato alle stesse regole del sistema, grazie a una rappresentanza falsata della volontà popolare, sarebbe un ulteriore definitivo attacco al sistema democratico contro cui reagiremo nel Paese con tutte le componenti politiche  e culturali disponibili e fedeli alla costituzione.

 

Ettore Bonalberti

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Venezia, 21 aprile 2015

 

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