Piloti sotto stress dalle compagnie aeree

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a vicenda del disastro aereo sulle alpi francesi sta finalmente facendo emergere una realtà tipica del mondo del lavoro attuale solo che qui non si rischia di rovinare un pezzo, si rischia e fa rischiare la vita a piloti e passeggeri.
Leggendo le parole di Samy Mekloufi medico dell’aeroporto di Lione si rabbrivisce: su 400 persone visitate “ne trovo una decina esausti dal punto di vista psicologico e la metà sono piloti o coopiloti” fino arrivare al “burn out” cioè la situazione limite di chi non ce la più.
Il medico fa il suo mestiere ma non entra nei dettagli per il segreto professionale, le compagnie dicono che non possono sapere piu di tanto, e i passeggeri volano tranquilli?
È evidente che ciascuno si debba assumere la responsabilità di sua competenza a tutti i livelli.
Ci sono piloti sfruttati all’ inverosimile? Gli enti di controllo che fanno?
Il sindacato del trasporto aereo ha strumenti legali per chiedere meno voli al giorno per pilota e regole generali di riposo?
Se poi un pilota non è più idoneo che si fa? Nel nostro piccolo una soluzione ci sarebbe una forma assicurativa professionale adatta cioè alla professione interessata cosi da tutelare sia i piloti che i passeggeri, difficile? Costosa?

Giuseppe Criseo www.varesepress.info

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