D’Alema non è indagato nell’inchiesta di Ischia

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«Non sono indagato, quindi non vedo di che cosa devo rispondere. Il vino non c’entra nulla con l’inchiesta. Sono totalmente estraneo» così afferma D’Alema.
d'alema
E’ stato tirato in ballo nell’inchiesta di Ischia venuta alla luce ieri.
“Queste persone poi quando è ora le mani nella merda ce le mettono o no?”, chiedeva al telefono il direttore commerciale della coop rossa Nicola Verrini a Francesco Simone, il 2 marzo 2014. Secca la sua risposta: “D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose”. Simone chiarisce: “E’ molto più utile investire negli Italiani Europei dove D’Alema sta per diventare Commissario Europeo, capito”.
La sostanza quindi è l’acquisto di vino prodotto dalla moglie di D’Alema e un finanziamento alla sua fondazione:
tre bonifici da 20mila euro ognuno a favore della fondazione di D’Alema “Italiani europei”. Soldi tracciati e quindi leciti, ma per quale motivo vengono versati a D’Alema?
D’Alema si difende affermando di non avere avuto benefici dalla coop rossa:
“Certamente – ribatte D’Alema – ho rapporti con CPL Concordia, ma è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere: non ho avuto alcun regalo e nessun beneficio personale”.
I soldi non si rifiutano, mai….

Lottatoreunico

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