Riflessioni economiche sul mercato a cura di Paolo Barrai

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Riportiamo il contributo di un certo livello di Paolo Barrai che si occupa di Libero Mercato

ALCUNE RIFLESSIONI SUL QE

QUESTE SONO ALCUNE NOTE SUL QE DELLA BCE del bravo francesco maria pellegrini. Fa notare come non siano tutte rose e fiori. Condivido quanto da lui riportato, ma sicuramente quanto deciso ieri va nella direzione corretta. insomma decisamente meglio questo QE della fine dell’euro. Abbiamo 18 mesi di tempo (i primi saranno i migliori) per cercare di approfittare del cambio favorevole, dei tassi bassi e del petrolio a buon mercato e dell’expo…per spingere sulla crescita, su tasse di successione, su diminuizione della spesa pubblica e su riforme. questa volta ci sono tutti gli ingredienti per tentare di rimettere in moto un auto in panne…
Nel frattempo il costo da interessi del debito pubblico dovrebbe crollare, i consumi salire e con essi il profitto di impresa…tutto questo farebbe aumentare le entrate fiscali in una spirale (speriamo positiva) per l’italia e l’Europa.
E’ corretto evidenziare i lati oscuri e non positivi del QE..ma si deve valutare il quandro d’insieme. Se poi sara’ un fallimento…ci sono 18 mesi per andarsene comunque dall’italia (soluzione consigliata sempre e comunque oramai da anni) …o come me ..per vendere assets acquistati a prezzi bassi ..con profitto e senza capital gain del 26% in quanto residenti in un paese civile a tassazione umana e con servizi.
La Bce si tiene fuori dal rischio, scaricando quasi tutto sulle spalle delle Banche Centrali Nazionali
In attesa che la BCE renda pubblici le technical features dell’annunciato Quantitative Easing, alcuni aspetti interessanti possono essere già delineati.
La BCE ha deciso di acquistare titoli (adesso vedremo di che tipo) al ritmo di 60 miliardi di euro al mese da Marzo 2015 a Settembre 2016 ( per un totale di 1.140 miliardi di euro) o, in subordine, sino a quando l’inflazione nell’Eurozona si stabilizzerà al disotto ma comunque in prossimità del 2% annuo.
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Di tutti i miliardi messi in campo dalla BCE:
– il 12% sarà impegnato nell’acquisto dei titoli emessi da alcune istituzioni europee come il MES e la BEI. Il rischio inerente detto 12% sarà interamente caricato sulla BCE;
– l’ 88% dei fondi restanti del QE, saranno impegnati in Abs, Covered Bonds, Titoli di stato.
Il rischio di questo 88% sarà accollato per l’ 8% alla Banca Centrale Europea e per l’80% alle Banche Centrali Nazionali.
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Veniamo ora alla questione dei titoli di stato, degli abs e dei covered bonds (che rientrano nell’ 88% spendibile al netto del 12% destinato al Mes, alla Bei ecc.). Fatto 100 l’importo dei titoli di debito sovrano, di abs, di covered bonds acquistabili, le garanzie richieste alle Banche Centrali Nazionali, non sono 80, bensì 92: perché? Perché del 20% di rischio accollato dalla BCE, solo l’ 8% riguarda i titoli di cui sopra. Quindi, limitatamente a detti strumenti finanziari, l’8% di rischio graverà sulla BCE ed il 92% sulle BCN.
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Dalle informazioni ad oggi disponibili, cosa possiamo dedurre?
1) Con certezza sappiamo che il 12% della massa totale di acquisti riguarderà titoli emessi dal Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), dalla Bei (Banca Europea per gli Investimenti), ecc.
2) Con certezza sappiamo che l’88% sarà ripartito tra Abs, Covered Bonds, Titoli di Stato. L’ 8% dei rischi sono a carico della BCE, il restante 80% è a carico delle Banche Centrali Nazionali.
3) Gli acquisti di titoli (di stato, abs, covered) è proporzionato alle quote che ogni banca centrale nazionale detiene nel Capitale BCE. LA BCN italiana, quanto ne detiene? Circa il 12%. Quindi di questi 1000 miliardi, all’Italia ne spetteranno, approssimativamente, 120 da ripartire in base ai parametri che stabilirà la BCE tra abs, covered e titoli di stato (questi ultimi sul mercato secondario). 120 miliardi rientra nel limite -reso noto da Draghi nel corso della conferenza stampa- del 33% del debito pubblico italiano? Sì. Supponiamo che di questi 120 miliardi, 14,40 (il 12%) siano destinati ad acquistare titoli delle istituzioni europee (i titoli sono infatti acquistati dalle BCN ma a rischio BCE) e che i restati 105,6 miliardi (l’ 88%) siano destinati al finanziamento del debito pubblico italiano. Poniamo che nel corso della durata del QE il Ministero delle Finanze faccia 4 aste da 105, 6 miliardi l’una (gli importi sono semplicemente d’ausilio alla comprensione del meccanismo), quindi provveda a realizzare 4 emissioni; il Qe consentirebbe di acquistare, al massimo, 26,4 miliardi di titoli del debito pubblico per singolo collocamento.
4 )Qual è la quota di rischio assunta dalla BCE nei confronti del nostro paese in questo piano per abs, covered e bonds sovrani? 8% (rischio centrale) per quota massima di acquisti (pari alla partecipazione della nostra banca centrale al capitale della BCE) 12,3108= 98,4864/100= 0,984864%. A tanto ammonta l’azzardo della BCE sul nostro paese.
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5)Mentre le banche centrali devono acquistare per forza nei limiti di cui sopra (anche i titoli europei che saranno detenuti dalla BCE), le banche che venderanno i titoli, non sono obbligate a prestare i soldi incassati dalla vendita all’economia reale: possono farlo ma non sono obbligate. Chi lo dice? Il sito della BCE.
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6) Se dei paesi periferici non si fida la BCE perché dovrebbero fidarsi i mercati?

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LA LIBERTA’ E’ ALTROVE! MAI AVERE I RISPARMI E I BENI REALI NEL PAESE IN CUI SEI RESIDENTE! SPECIE SE VIVI IN UNA DITTATURA!

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