Matteo Forte interviene sulla libertà religiosa a Milano

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Matteo Forte. “Le limitazioni costituite dalle telecamere collegate con la questura da installare agli ingressi del luogo di culto, le infrastrutture ed i parcheggi grandi il doppio della superficie destinata al culto a carico del richiedente, l’obbligo di una previa raccolta di pareri dei comitati di quartiere, ecc., sono penalizzazioni per tutte le confessioni, come si evince bene dall’art. 72 sul piano per le attrezzature religiose che riguarda le confessioni ‘di cui all’art. 70′. Il che vuol dire non solo gli enti individuati dal comma 2 oggetto della modifica votata dall’aula del Pirellone, ma anche la Chiesa cattolica menzionata nel comma 1 dello stesso articolo della legge del 2005 e rimasto invariato. I promotori saranno anche stati mossi dalla giusta preoccupazione di non offrire spazi a estremisti, intolleranti e recultatori di foreign fighters, ma hanno finito per adottare una soluzione che limita tout court la libertà religiosa, tratto distintivo della società occidentale“.

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