La casta dei consiglieri regionali in Lombardia contro i tagli ai vitalizi

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Giuseppe Criseo

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 Somma,lì 13.01.2015

Condividi la posizione degli ex consiglieri regionali della Lombardia che hanno fatto ricorso contro i tagli ai loro vitalizi?

 

Tagli ai vitalizi inaccettabili per ex consiglieri regionali della Lombardia

La notizia è questa:

54 ex politici e a leggere i nomi e i partiti ci si rende conto che, quando si tratta di soldi, sembrano non esserci barriere tra i diversi ideali. Ci sono infatti il leghista Alessandro Patelli, coinvolto in Tangentopoli, il leader del ‘68 e di Democrazia proletaria Mario Capanna, l’ex comunista Giampietro Borghini, poi convertitosi a Forza Italia. Ma nell’elenco ci sono anche Daniela Benelli, attuale assessore alla Casa del Comune di Milano, e l’ex assessore Antonio Simone, finito in manette per i fondi neri della Maugeri.

(http://milano.fanpage.it/regione-lombardia-54-ex-consiglieri-fanno-ricorso-al-tar-ridateci-i-vitalizi/)

Non si tratta evidentemente di pensionati con la pensione minima ma di ex politici di tutti i partiti, persino il leader del ’68 Mario Capanna che dice:

“Il nostro ricorso si basa su un presupposto: i diritti acquisiti sono costituzionalmente intangibili. E se non venisse accolto si aprirebbe una partita terribile che riguarderebbe milioni di pensionati e lavoratori. Da quel momento verrebbe sancito il principio che è possibile intaccare i diritti acquisiti. Di tutti

   “
Si tratta tutto sommato di tagli sopportabili dal 10 al 16%

in meno per coloro che percepiscono oltre 4mila e 500 euro. Insomma, un risparmio per le casse della Regione, stimato attorno ai 500mila euro, soldi con cui si potrebbero aiutare tante famiglie in difficoltà. Ma questo aspetto è secondario, evidentemente.

Entriamo nel merito cosa dice il ricorso:

“Il ricorso è incentrato sulla individuazione di profili di illegittimità costituzionale delle norme di legge regionale su cui è basata la riduzione dei vitalizi. Viene lamentata la violazione del principio di intangibilità dei diritti acquisiti (nel caso di specie: il diritto acquisito dai ricorrenti alla percezione dell’assegno nella misura piena determinata secondo la normativa di riferimento) e parallelamente la violazione del principio del legittimo affidamento e della certezza e stabilità dei rapporti giuridici, che sarebbero determinati dall’effetto sostanzialmente retroattivo della riduzione”.

LA QUESTIONE E’ SERIA COME MAI QUESTI SIGNORI, PER USARE UN EUFEMISMO, SI MOBILITANO SOLO ORA QUANDO SONO TOCCATI IN PRIMA PERSONA DA UN PICCOLO TAGLIO, E INVECE SONO STATI ZITTI IN QUESTI ANNI.

HANNO TAGLIATO E TAGLIANO DI TUTTO, SIAMO ARRIVATI AL LAVORO PRECARIO CHE E’ PRATICAMENTE LO STANDARD, MILIONI DI DISOCCUPATI CHE AUMENTANO OGNI ANNO, IL DEMANSIONAMENTO DI DIRITTI E LIVELLI E QUESTI SI PREOCCUPANO CHE DEVONO LASCIARE QUALCOSA???

E I PENSIONATI, I DISOCCUPATI, I PRECARI, QUELLI IN MOBILITA’ O CHE STANNO PER ENTRARVI, I CASSINTEGRATI, GLI ESODATI?

         CATEGORIE INESISTENTI PER CHI HA AVUTO PRIVILEGI IN TANTI ANNI E CONTINUA A PRETENDERLI E FA FINTA DI ERGERSI A DIFENSORE DEI DIRITTI ( CAPANNA PER PRIMO) MENTRE IN QUESTI ANNI NON SI SENTITE PRESE DI POSIZIONI PER TUTTI GLI ALTRI LAVORATORI.

SI VERGOGNASSERO INVECE DI RILASCIARE DICHIARAZIONI CHE LASCIANO INTERDETTI E CREANO ODIO, E RANCORE NEI POCHI CHE TENGONO DURO PER MANDARE AVANTI LA BARACCA SEMPRE PIU’ PRECARIA.

SEGUIRA’ SONDAGGIO  E MASSIMA PUBBLICITA’ CONTRO QUESTI SIGNORI.

 

 

 

                              

 

GIUSEPPE CRISEO

Segretario Nazionale

Sindacato Europeo Lavoratori

 

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