Milano: Papa Francesco mette tutti d’accordo (o quasi) di Lucio Bergamaschi

0
180

Milano: Papa Francesco mette tutti d’accordo (o quasi)

di Lucio Bergamaschi

Non si è ancora placato l’impetuoso vento (spirituale) che ha scosso Milano sabato scorso complice la visita lampo di Papa Francesco e già gli opposti schieramenti riaffilano le armi. Per i paposcettici è stata solo una vetrina mediatica, un’abile regia di parole e gesti che non scalza la convinzione di quest’ultimi che Bergoglio sia un Papa un pò abusivo se non del tutto illegittimo e che prima si fa da parte meglio è. Per i papolatri al contrario tutto è stato perfetto, financo le chilometriche code alla stazione di Monza che si sono protratte fino alle 11 di sera e oltre con svenimenti, improperi e critiche (giuste) all’impreparazione di Trenord.

Anche questa volta in medio stat virtus? Direi di no. La bilancia della giornata pende decisamente verso il positivo: il Papa è stato se stesso anche a Milano, informale, poco attento al protocollo e un pò approssimativo (si può dire?) nei discorsi preparati. Ma dalla sua ha una carica umana incredibile, una capacità di coniugare il richiamo evangelico alla vita quotidiana e una straordinaria capacità di improvvisatore come quando ha preso il cellulare per chiamare la vecchietta ricoverata o si e’ infilato in un cesso chimico come un tifoso qualsiasi o ha chiesto ai ragazzi della cresima di impegnarsi contro il bullismo. Gli irriducibili nostalgici di Ratzinger rimpiangeranno la lucida e teutonica scaletta dei discorsi del Papa Emerito che lasciavano ben poco spazio ai Dubia ma occorre convincersi che lo stile di questo Papa è diversissimo ma altrettanto efficace perchè va al cuore delle persone, le commuove. E in questi tempi aridi sa Dio quanto ci serve la commozione. Si è commossa la famiglia musulmana di Via Salomone che magari non si convertirà mai al Cristianesimo ma un pensierino secondo me ce lo fanno. Si è commossa la Milano degli affari e dello shopping che si è fermata per ore sui cigli delle strade per vederlo sfilare 10 secondi. Alla fine si è commosso persino il glaciale Cardinal Scola e quanto avremmo voluto vederlo così coinvolto e disinvolto anche in passato!

Cosa resta di questa giornata oltre alla (quasi) perfetta organizzazione meneghina, al mega palco da due milioni di euro (promettono che lo riutilizzeranno per altri grandi eventi), alle carovane festanti colorate di giallo e blu in marcia verso Villa Mirabello e San Siro? In me personalmente resta la sensazione che il futuro ci riservi ancora grandi cose come città, come Paese, come popoli occidentali e che la fede cristiana abbia ancora un ruolo da giocare in questo futuro.

Lo stesso giorno a Roma cinque diversi cortei hanno manifestato pacificamente pro o contro l’Europa e a Londra centinaia di migliaia di inglesi anti brexit hanno cinto d’assedio (festante) Westminster quasi a lavare con la loro gioiosa confusione il sangue sparso su quel marciapiede poche ore prima. Tutto si è svolto con serena e festosa compostezza. Gli spettri dell’Isis non si sono palesati. Non è detto che non lo facciano in futuro ma per questa volta hanno dovuto cedere il passo alla travolgente armata brancaleone di noi occidentali credenti e non credenti simbolicamente uniti intorno al Vescovo di Roma e alle istituzioni europee. Grazie Papa Francesco di questo piccolo grande miracolo!

Rispondi