Vaccini: perché l’obbligo di vaccinarsi non lede la libertà delle famiglie

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Vaccini: perché l’obbligo di vaccinarsi non lede la libertà delle famiglie

I vaccini costituiscono il metodo più efficace per prevenire malattie infettive. Nessuno in Italia a livello istituzionale mette in dubbio questo principio.
Regioni e Stato hanno aperto un dialogo per capire la modalità migliore per perseguire l’obiettivo: mantenere o raggiungere almeno la soglia di sicurezza del 95% dei vaccinati (sotto questo indice alcuni virus e batteri ricominciano a circolare), grazie alla quale si proteggono indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non si sono potuti vaccinare.

Si sta lavorando a un progetto di legge nazionale per istituire l’obbligo dei vaccini per iscrivere i bambini al nido e alla scuola materna.
In Italia sono obbligatorie (ma non sono definite sanzioni o penalità) le vaccinazioni contro la difterite, la poliomelite, il tetano e l’epatite B. È raccomandato, inoltre, vaccinarsi anche per altre malattie per cui non è previsto un obbligo.
È importante vaccinare i nostri figli?
Sì, perché vaccinare salva la vita.
Vaccinare il proprio figlio è un atto di responsabilità sia verso il bambino sia per la tutela della salute collettiva.
Un genitore che liberamente sceglie di non vaccinare il proprio figlio mette a repentaglio la salute del suo bambino e quella della comunità in cui vive.
Se a scuola c’è un bambino immunodepresso è giusto che venga tutelato, evitando che il compagno di banco prenda una malattia infettiva.
Per questa ragione, sono convinto che i bambini che vanno all’asilo e alla scuola materna debbano essere in regola con le vaccinazioni.
Qualcuno obbietta che si potrebbe ledere alla libertà dei genitori. Non è così.
La libertà di un Paese di misura anche dalle regole a tutela della comunità.
Ad esempio, posso andare con l’auto a 200 km/h? No. È un pericolo per sé e per gli altri. Nessuno ha mai pensato che la regola dei 130 km/h in autostrada ledesse la libertà.
Allo stesso modo, per tutelare il diritto alla salute è necessario stabilire delle regole.
Partiamo dai dati: che cosa dicono i numeri sulle vaccinazioni?
Dal 2013 si sta registrando un progressivo calo delle vaccinazioni. Nel 2015 la copertura vaccinale contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) è stata in media del 93,4%.
Anche la Lombardia ha visto in questi ultimi anni una diminuzione di fiducia dei genitori verso vaccini fondamentali, che avevano praticamente estirpato malattie mortali come il morbillo. Si è registrato, ad esempio, un calo del tre per cento delle coperture con vaccino esavalente (polio, epatite B, difterite, tetano, pertosse, emofilo B) e con quello contro morbillo, parotite e rosolia.
Per questo, oggi più che mai è doveroso intervenire.
Un’informazione più efficace sarebbe sufficiente?
Oggi, anche grazie a internet, siamo tutti più informati, ma è anche più facile che notizie false (o addirittura pericolose) si diffondano più di quelle reali, tanto da essere percepite come credibili.
Affinché le famiglie siano più consapevoli sul tema delle vaccinazioni, come Regione Lombardia avvieremo sicuramente una campagna di sensibilizzazione.
Ma ricordiamoci: Informare è necessario, non sufficiente.
È in gioco la salute dei nostri figli!

Fabio Altitonante

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