La casa dei clochard di Vittorio Sgarbi

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LE CASE DEI CLOCHARD DI VITTORIO SGARBI

Dieci case consegnate a Milano e dieci a Torino

 

interventi di Vittorio Sgarbi alla cerimonia di consegna delle case dei clochard

Nei locali del Memorial della Shoah, l’ex. “Binario 21” alla Stazione Centrale di Milano, Vittorio Sgarbi ha consegnato le chiavi delle dieci “case dei clochard” a Sergio Castelli Vice Presidente dei City Angels.

La casa dei clochard

Alla cerimonia erano presenti Pierfrancesco Majorino Per il Comune di Milano l’ex direttore del «Corriere della Sera» Ferruccio De Bortoli, oggi presidente della Fondazione «Memoriale della Shoah» e un rappresentante di FS Italiane.

L’idea è dell’artista cosentino Maurizio Orrico ispirata ai giacigli di fortuna in cui dormono I senzatetto e, a donarle all’associazione dei City Angels che le monteranno in un sito che gestiscono, è il sempre pungente e vulcanico Vittorio Sgarbi.

Dieci case restano a Milano e altre dieci verranno consegnate a Torino.

Una provocazione quella di Sgarbi per indurre ad una seria riflessione sulla condizione di coloro che, quasi sempre per una scelta personale, rinunciano a tutto per vivere in strada.

Presentazione della casa dei clochard

 “Saranno collocate dai City Angels dentro un’area I cui al momento sono presenti dei containers- ha detto Pierfrancesco Majorino- penso che è un bel gesto, anche se le istituzioni non possono pensare di cavarsela con il cartone: la soluzione è quella di un tetto, di centri di accoglienza e di misure più solide”

“Mi cacciarono da assessore a Milano a seguito di un Tapiro, ma se oggi dovessi consegnarne uno , anzi consegnerei una capra, la consegnerei alla Raggi -ha detto Sgarbi- e penso che non susciterei tante critiche perché converrebbero tutti che ha un senso darlo a lei”.

Vittorio Sgarbi e la casa dei Clochard

“Io ho una visione legata alla decrescita felice -ha proseguito-  e ho sempre avuto una empatia per il mondo dei clochard. Uno non lo fa perché ha perso il lavoro o è disperato. Lo fa perché il lavoro non lo vuole trovare, perché non vuole partecipare alla catena della società, come non credo che le puttane vogliano tornare nelle case chiuse”

Milano 15 febbraio 2017

Fabrizio Sbardella

 

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